lunedì, 31 luglio 2006



Biografia di Paolo Conte

Paolo Conte è uno dei più originali cantautori italiani, e di sicuro il più erudito e coerente. Il suo stile nasce dall'accordo tra le ninnananne fantasmagoriche di Leonard Cohen, la sensibilità da cantastorie parigino di inizio '900, le big band jazz di Duke Ellington e Bix Beiderbecke, la sensibilità del song jazz-pop di Hoagy Carmichael e della chanson di Jacques Brel. A questo va di certo aggiunto uno stile erudito di costruzione delle liriche, sempre in bilico tra passioni sfrenate, malinconie di memorie passate, spiriti eleganti e forbiti, immagini traslate spontaneamente verso la sinestesia e il simbolismo da belle epoque, dove a tratti si fa largo un ermetismo schivo.

I suoi due strumenti, il pianoforte e la voce (prima ancora che le canzoni vere e proprie) faranno da battistrada a una delle contaminazioni più seducenti di sempre, almeno nei rispetti del panorama del cantautorato italiano, e insieme contribuiranno al non trascurabile merito di aprire le porte alla riscoperta filologica e classica (estranea quindi agli esperimenti del giro Cramps, Perigeo, etc.) della musica jazz in Italia, fino ad allora tenuta a forza nell'oscurità. Il Conte interprete, in ultima analisi, si pone come chanteur decadente, distaccato, obliquo e nobile a un tempo, con un timbro vocale roco e profondo, soavemente sferzante, pungente e anti-retorico.

Paolo Conte nasce nel 1937 ad Asti, da una famiglia di legali. Durante la guerra trascorre molto tempo nella fattoria del nonno, laddove si compie uno dei primi capitoli della sua formazione: il rispetto della diversità delle culture e, allo stesso tempo, del proprio luogo d'origine. Tramite i genitori (appassionati sia di musica colta che di canzoni popolari) apprende i rudimenti del pianoforte, assieme al fratello minore Giorgio, ma la vera passione musicale giunge con l'immediato dopoguerra. L'avvento della stagione del cinema moderno, oltre alle marce delle bande militari americane, ma soprattutto l'ascolto di dischi e di concerti di musicisti americani in tour, generano il primo embrionale amore di Conte per la musica jazz.

Laureatosi in Legge all'Università di Parma, inizia a lavorare come assistente presso lo studio paterno, ma nel frattempo decide di estendere al livello semi-professionale gli studi musicali. Sono quelli gli anni delle sue prime band, i cui nomi tradivano l'euforia per il jazz e lo swing d'oltreoceano: Barrelhouse Jazz Band, Taxi for Five, The Lazy River Band Society. Il più fortunato del lotto, il Paul Conte Quartet (in cui figurava anche il fratello Giorgio alla chitarra, mentre a Paolo spettava il vibrafono), arriva ad incidere un Lp di brani standard jazz per la Rca ("The Italian Way to Swing").

Fonte per approfondimento:

postato da: lovelypamela alle ore 14:37 | link | commenti (4)
categorie: biografia, paolo conte

Commenti
#1    10 Agosto 2006 - 22:08
 
Sai che Conte non lo conosco molto come artista?
Dovrò approfondire
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#2    02 Dicembre 2006 - 12:41
 
complimenti per il sito... stavo proprio cercardo alcune informazione... e qui ho scoperto anche altro.... grazie!... sai mi sto sempre di piu appassionando a jazz, blues, soul, ...
mi piace molto come musica... sto cercando qualcosa di bello da ascoltare... e qui ho trovato qualcosa... grazie ancora... passero a trovarti ancora.. ok?.. ciao ciao...! fabiana_
utente anonimo

#3    08 Febbraio 2007 - 09:38
 
Porca miseria è morto questo blog... torna!!! :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SetzerGabbiani

#4    10 Dicembre 2007 - 16:06
 


ASSICURAZIONE DI NOSTRADAMUS

Il micidiale afflusso di stranieri sta facendo divenire una “piaga sociale” il gran numero di incidenti stradali da essi provocato.
Qui non ci riferiamo solamente alle immani tragedie umane causate da costoro. Ai quali viene consentito di circolare senza patente, senza bollo e assicurazione valide poiché Roma capitale deve generare la nuova “razza” italiana meticcia, di cui il telegenico Azouz sembra essere il perfetto prototipo.
Ma all’effetto che ha sui cittadini che subiscono danneggiamenti alle loro automobili da parte di gente senza assicurazione. Il quale numero è in fantastico aumento da quanto l’italia è finalmente diventata una società “equosolidale” e “multiculturale”.
Prima erano solo meridionali e i pochi zingari a circolare non in regola.
Aumenta il numero di cittadini disperanti dal fatto di dovere tirare fuori di punto in bianco anche migliaia di euro per fare riparare in carrozzeria l’indispensabile automobile sinistrata senza avere avuto colpa dei sinistro.
Questo problema presto susciterà l’interesse dei media.
Vi anticipiamo come il governo Prodi risolverà la questione.
Prima i giornali della Casta certificheranno che la procedura d’indennizzo diretto in materia R.C.Auto, introdotta dagli artt. 149 e 150 del decreto legislativo 2 settembre 2005 “non funziona” e bisogna riformare la legge (è una leggi fatte da Berlusconi!).
Poi il governo aprirà un Tavolo di Confronto Nazionale a Roma tra associazioni dei consumatori (solo quelle devote alla Casta e da Essa riconosciute, nota 1) e le aziende assicuratrici.
Di seguito verrà proposta l’istituzione di un Fondo “Nazionale” di “Solidarietà” per risarcire chi abbia subito incidenti stradali da parte di automobilisti non assicurati. Questo fondo sarà finanziato con i proventi dei premi assicurativi versati dai cittadini IN REGOLA con la legge.
Per cui chi paga onestamente, dovrà sobbarcarsi il costo dei risarcimenti in vece dei meridionali e degli immigrati che circolano senza assicurazione. Vanificando ogni possibilità che il costo della RCA diminuisca.
Le cose si svolgeranno ESATTAMENTE così.
Eh sì, Fottilitalia è come Nostradamus!

Nota 1: http://www.disinformazione.it/class_action.htm

Canna-Power Team

Messaggio n°220 del 06/12/2007

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PODCAST: http://www.fottilitalia.com/ABpodcasting.rss
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